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Adieu a LIGONAS
E cosģ il purulento, il cancerese, il cannibalese
s 'increspa in onda, sormonta
tutto ciņ che con ogni amore e afrore di paese
doveva difenderti, Ligonąs, circondato
ormai da funebri viali di future "imprese",
da grulle gru, sfondamenti di orrizzonti
che crollano in se stessi
attorno a te.
Eri omphalos del Grande Slargo
che per decenni i pił bei cammini resse,
per quel che valessero,
amorosi del tuo essere
in sč e per sč.
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Fora la morsa si serra
anche nella sua stessa maniacale
insicurezza di poter durare
senza il gran verbo delocalizzare.
Resta il tuo nome finalmente espresso
sull 'arca che tu fosti, dopo tanta latenza:
inutile alzabandiera
in una cosca sera
che tutto copre in pece di demenza.
Andrea Zanzotto, Anterem n. 67, p.32.
Hanno scritto un'ulteriore poesia per Ligonąs (Ristorante da Ceschin),premiata
dalla fondazione Pandolfi di Firenze.Clicca qui
Forse in paradiso, potrebbe
esserci un'altra locanda come quella di Ceschin, divenuta da quasi un secolo punto di
riferimento e di sosta per uomini desiderosi di saziare lo stomaco assieme alla mente;
gente che tra un bicchiere di vino genuino e qualche fetta di pane e sopressa o sopra un
piatto caldo fumeggiante di polenta distesa sul sughetto di carni appena tolte dallo
spiedo, narra o discute, e talvolta perfino canta, i temi della vita sentendosi partecipe
di essa e del grande destino che tiene uniti gli animi in nome dell'Amicizia. |
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